Locale accogliente e ben arredato, anche se stranamente vuoto per un sabato a pranzo in alta stagione. Servizio cordiale, simpatico e attento (e cameriere belle fighe).
Primi interessanti. Ravioli molto buoni: per Valentina l’accostamento dei sapori era un po’ banale, mentre Gabriele li ha apprezzati molto. Gli spaghettoni con lime, bottarga e tartare di gambero di Mazara erano originali e ben bilanciati, ma Gabriele avrebbe faticato a finirli. Dovevamo fare metà e metà, alla fine ognuno si è tenuto il suo preferito: ravioli a Gabri, spaghettoni a Vale.
Come secondo, “teggia” di pesce già spinato, impanato con farina di mais e servito sfrigolante sulla teglia della piadina: molto scenografico. Vale l’ha adorato per croccantezza e praticità e lo riprenderebbe; per Gabri idea interessante, ma quantità e tipo di pesce deludenti e i pezzi sulla piastra tendono a seccarsi: contento di averlo provato, ma non lo riprenderebbe.
Dolci agli antipodi: ottima la torta robiola con marmellata di arance amare di Vale; quello di Gabri, invece, stucchevole dopo due morsi, dolcissimo e densissimo: una gigantesca caramella mou ricoperta di cioccolato, pesante come piombo.
2 acque, rosé, virgin piña colada, 2 primi, secondo, 2 dolci e 2 caffè: 92 €, un po’ too much. Nel complesso, però, entrambi lo consiglieremmo per mangiare a Igea.